“Alfredino Vermicino” di Akab

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14 Commenti a ““Alfredino Vermicino” di Akab”

  1. ifry ifry scrive:

    capolavoro! Vi giuro che stavo mettendomi a piangere. forse perchè ricordo ancora le terribili immagini di quelle sere, al telegiornale, mentre cenavo e la mia mente da bambino non riusciva a capire come un a un essere innocente come alfredino potesse captargli un orrore del genere.

  2. ifry ifry scrive:

    senza ipocrisie, alfredino rimane nel mio cuore.
    rimasi sconvolto allora.

  3. jacopo masini scrive:

    è magnifico, toccante, e più vero del vero.

  4. lama lama scrive:

    immenso akab

  5. il.benci scrive:

    per chi vuole veramente saperne di più consiglio il libro edito dalla 001 edizioni scritto e disegnato da Maurizio Monteleone, uno che in quel pozzo ci è sceso per provare a salvare Alferdino!
    http://www.001edizioni.com/vermicino/

  6. daniela scrive:

    Akab è veramnte toccante…. Sei un grande! Love youuuu

  7. sticazzi scrive:

    Sticazzi!!!
    Bellissimo!!
    Minchia che fumetto stracazzuto!!
    Ma dove trovo la serie completa?
    Ciao

  8. sticaxi scrive:

    Oh!
    Eccexxionale!
    Minchia!
    Ma lo vendono anche??
    LO comprerei domani.

  9. Plunk scrive:

    Veramente ben scritto …

  10. Noemi Longo scrive:

    Una storia da verticalismi… il nero che non è più nero…diviene semplicemente cronaca, storia, verità.
    …Un pozzo che alla fine nell’intimo diventa un lavandino, che se si alza lo sguardo e si guarda avanti ci mostra lo specchio di una società abominevole…la nostra.
    Geniale, la modalità “puntuale”… e dunque la scelta del monologo per il tema.

  11. akab scrive:

    diobuono. un commento come questo mi ridà fiducia nel genere umano. cosa posso dire. niente.grazie.

  12. Noemi Longo scrive:

    …Io non mi intendo di fumetti, mi interesso di arte, e davvero ho trovato questo lavoro davvero interessante, tanto che ho passato il link ad un amico, del quale riporto il commento…
    un fumettista concettuale, questa è una storia che consciamo tutti ma l’abbiamo sempre vista dall’altra parta, da fuori il pozzo. Da dentro è tutta un’altra cosa, raccontata così perde quella morbosità televisiva, ma non la drammaticità e ci guadagna in poesia.

    e mi viene in mente che proprio nelle vecchie tv quando si spegneva lo schermo si imprimeva sempre al centro quel . di luce velocemente risucchiato dal buio centripeto
    …Grazie a te!

    Noemi

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