Sceneggiatura di Diego Cajelli per il VCDE

12/ Una romantica graphic novel minimalista

1: Una vignettona lunga, molto lunga, in modo che lo scroll duri un po’ e ci stiano tutte le didascalie che ci devono stare. Il disegno è sulla sinistra, le didascalie sulla destra, una dopo l’altra a scendere. Lo scrolling verticale ce le farà leggere una o due alla volta, e ci farà vedere il disegno un po’ alla volta.

Il lettore via via capisce di che cosa si tratta:

E’ un Fucile a Pompa visto di profilo, con la canna rivolta verso il basso.

Si vede per prima il calcio e poi si scende fino alla bocca di fuoco.

Il fucile è un Remington 870 Wingmaster. Il classico fucile a pompa. Ti allego una sua foto così lo conosci.

Dida: Sono un tipo affidabile… Non mi lamento mai.

Faccio il mio lavoro, e sono sicuro di farlo bene.

Dida: Nessuno si è mai lamentato di me.

Anzi. Secondo molti sono il migliore nel mio campo.

Dida: A mio modo sono un tipo semplice.

Non faccio casini. Di solito li risolvo.

Dida: C’è un’unica cosa che mi da fastidio.

Capita. Non sono perfetto.

Dida: Odio quel soprannome che mi hanno affibbiato.

Dida: “Il pompa”

Dida: Mi sta proprio sul cazzo.

Non lo sopporto.

Dida: Odio quando li sento dire: “Prendi il pompa!” oppure : “questa volta dobbiamo

portarci il pompa””

Dida: “Il pompa” va bene come soprannome per quel tuo amico che si inginocchia

davanti a degli sconosciuti per racimolare qualche dollaro… Non per me.

Dida: Io mi chiamo Remington 870 Wingmaster Calibro 12.

Se proprio vuoi darmi un altro cazzo di nome, chiamami dodici.

Alla fine del vignettone lunghissimo, prima della prossima vignetta ci mettiamo il titolo.

DODICI

(UNA ROMANTICA GRAPHIC NOVEL MINIMALISTA)

e i nomi degli autori. di Diego Cajelli & …..  beh, qui ci va il tuo nome. Non conoscendoti, per me è difficile metterlo adesso!


2: Campo Medio frontale. Una donna di mezza età in camicie bianco davanti a un tavolo pieno di fucili uguali al nostro amico. Ne tiene in mano uno e lo sta ispezionando, lo sta guardando per bene. E’ il controllo di qualità alla fine di una catena di montaggio. Siamo nella fabbrica della Remington.

Dida: Sono nato nel settembre del 1999 a Madison, nel Nord Carolina.

La signora Foster, alla fine della catena di montaggio, ha controllato per

bene tutte le mie parti mobili…

3: Stringi sulla donna, imbraccia il fucile facendo scorrere la pompa di armamento posta sotto la canna. Sorride.

Donna: Sei perfetto, amico!

Rumore: TA-CLACK

Dida in basso: E poi mi ha mandato incontro al mio destino…

4: Scorcio laterale. Un furgone squadrato, senza insegne, in un parcheggio della fabbrica. Vediamo l’autista che riceve un foglio da un addetto della fabbrica in tuta.

Il furgone è chiuso, è già stato caricato.

Dida in alto:  Secondo la bolla di consegna, io e i miei fratelli dovevamo finire a

Jacksonville, per dare una mano alla polizia locale…

5: Scorcio laterale dell’autista alla guida del furgone.

Guida tranquillo su una strada statale.

Dida: Ma durante il viaggio è successo qualcosa di imprevisto…

6: Anche qui, una vignetta alta con uno scrolling piuttosto lungo.

E’ un totale dall’alto a piombo, via via che il lettore scrollerà verso il basso, vedrà le varie scene e capirà che cosa succede.

Vediamo il furgone dall’alto, con il muso puntato verso il margine alto della vignettone.

Vediamo che una macchina si è messa di traverso, bloccando la marcia del furgone.

Si scende. La portiera del guidatore è aperta.

Si scende. Un tizio che indossa una maschera da cane lupo, con una pistola in mano, sta controllando la strada.

Si scende. Lato posteriore del furgone. Sportelli aperti. Due uomini stanno scaricando di corsa delle casse di legno. Anche quei due indossano delle maschere da cane lupo.

Si scende.

Autista del furgone a quattrozampe per terra. In piedi davanti a lui, un tizio armato, anche lui con maschera da cane lupo, che lo prende a calci.

Dida vicino allo sportello aperto: Siamo stati assaliti da un branco di lupi.

Tizio che controlla la strada: MUOVETEVI!

Tizio che scarica la cassa: Ci siamo, ci siamo!

Tizio che prende a calci l’autista: Stai fermo, tu!

Autista: UUNGH!

Rumore calcio: TUMP

7: Vignetta nera.

Dida: Succede. Il tuo futuro diventa improvvisamente diverso da come te lo

immaginavi, o da come qualcun altro lo aveva immaginato per te…

Dida:  C’è poco da fare. Devi adattarti.

8: Vignetta nera, una fetta di luce.

Siamo dentro la cassa, e i “lupi” stanno per aprirla.

Dida: E’ inutile stare lì a farsi menate, pensando: “oddio oddio oddio non doveva

andare così!” Non sono uno di quelli che sta lì a guardarsi l’ombelico

riflettendo sul mondo crudele.

Dida: Figurati, non ce l’ho neanche l’ombelico…

9: Ipotetica soggettiva dei fucili dentro la cassa.

Vediamo il coperchio aperto, e tre uomini con maschere da cane lupo che guardano verso di noi.

Dida: Allora ho dato il benvenuto ai miei nuovi amici e ho aspettato il momento

giusto per rendermi utile…

10: Scorcio laterale.

Mani maschili che si passano il fucile. Uno con una camicia a scacchi sulla sinistra, lo passa ad un tizio in canottiera sulla destra.

Questi due non si vedono in faccia. L’inquadratura è stretta.

Dida: Per un bel po’ sono passato di mano in mano, come merce di scambio. Senza

mai essere usato, e senza mai affezionarmi a nessuno..

11: Stessa logica di inquadratura della vignetta precedente.

Ora il tizio in canottiera è sulla sinistra, e sta passando il fucile ad un tizio in maglietta.

Niente didascalie. Vignetta muta.

12: Il baule di un’auto aperto.

Il fucile è lì dentro.

Dida: Ho vissuto dentro i bagagliai…

13: Mani maschili che imbracciano il fucile.

Dida: Sono stato usato come deterrente…

14: Soldi, dollari, sistemati in ordinate mazzette, posati su un tavolino.

15: Stessa immagine, il fucile viene appoggiato sul tavolo.

Dida: O per ottenere un prezzo migliore…

16: Stessa logica di inquadratura delle vignette precedenti, quelli con il fucile che passa di mano in mano..

Un tipo a torso nudo, pieno di tatuaggi sulla sinistra, sta passando il fucile ad un tizio che indossa un giubbotto di pelle.

Dida: Poi è arrivato Sterling…

17: Pa frontale di un tizio massiccio, un vero duro in giubbotto di pelle.

Imbraccia il fucile e lo guarda quasi con venerazione.

E’ Sterling.

Dida: Abbiamo fatto grandi cose assieme…

18: Siamo in banca. Vediamo Un uomo con le mani tenute in alto, di quinta di spalle. E’ l’operatore allo sportello. In secondo piano, vediamo Sterling con in mano il fucile puntato verso il bancario. Tra di loro, a separarli, c’è il banco dello sportello.

Sterling sta rapinando la banca a volto scoperto.

Dida: Qui, io e Sterling siamo in banca. Facciamo un prelievo.

19: Cambio scena. Siamo in un bosco, di notte.

Sterling è sulla sinistra. Spara una fucilata ad un tizio sulla destra della vignetta.

Alle spalle del tizio c’è una buca scavata nel terreno. La pala è infilata in un cumulo di terra.

Il tizio a cui Sterling sta sparando finirà direttamente nella fossa.

Dida: Qui, spieghiamo a uno stronzo che cosa succede a non rispettare i patti.

Rumore: BLAMM

20: E’ Giorno! Scorcio frontale di Sterling. Non capiamo ancora in quale ambiente ci troviamo.

Vediamo lui che con espressione feroce, spara una fucilata verso di noi.

Dida: Qui, aiuto Sterling a levarsi di torno gli sbirri…

Rumore: BLAMM

21: Laterale, in poliziotto che stramazza contro un tavolino e delle sedie da giardino, scaraventato via dalla potenza del calibro 12.

Rumore: CRAASHHH

22: Vignettone abbastanza lungo.

In alto: Due poliziotti dietro un albero, visti di spalle, sparano verso il fondo della vignetta con le loro pistole.

Lo scrolling verso il basso ci fa vedere quello che c’è alle spalle dei due poliziotti visti per primi.

Siamo in un giardino, nel giardino posteriore di una villa.

Tutti i personaggi che seguono li vediamo di spalle.

Alle spalle dei poliziotti che sparano ci sono altri poliziotti.

Si scende.

Altri ancora che corrono verso i colleghi.

Si scende.

Cinque agenti speciali SWAT con armi automatiche. Corrono verso l’alto.

Si scende.

Un agente con il cane.

Rumore poliziotti che sparano: BANG BANG BANG

23: Totale laterale. Sterling che corre verso destra, con il fucile imbracciato.

Siamo nel giardino posteriore di una villa, e sullo sfondo ne vediamo una parte.

C’è una piscina in quel giardino.

Sterling sta correndo verso la piscina e viene raggiunto alla schiena da una raffica di mitragliatrice. Vediamo le cinetiche di un milione di proiettili che lo raggiungono alla schiena.

(“Milione” per rendere l’idea, eh!… )

Sterling: AHH

Dida: Ma non ho mai detto di fare miracoli…

24: Sterling che finisce in acqua, morto, sollevando grandi spruzzi.

Finisce in acqua con ancora il fucile imbracciato.

Rumore: SPLASHH

25: Vignetta lunga. Stessa logica di scrolling verticale piuttosto lungo come per le precedenti.

Siamo in acqua, nella piscina e affondiamo. Andiamo sempre più giù, fino a toccare il fondo piastrellato.

Il fucile rotea nel blu, girando su se stesso fino ad adagiarsi sul fondo.

Dida: Affondo.

Dida: Acqua fredda.

Dida: Affondo.

Dida: Almeno potessi guardare il bel culo di una che nuota sopra di me…

Dida: Invece no.

26: Totale laterale del fucile posato sul fondo della piscina.

27: Stessa immagine.

Dida: Dato che questa è la romantica graphic novel minimalista sulla storia della mia

vita, intanto che mi guardi mentre me ne sto sul fondo della piscina, potrei dirti

alcune grandi verità sulla vita e fare qualche sagace osservazione sulla

società…

28: Ancora la stessa immagine.

29: Ancora la stessa immagine.

Dida: Ma sarebbe troppo strano, non trovi?

30: Ancora la stessa immagine.

Dida: Perché dopotutto sono soltanto un Remington 870 Wingmaster Calibro 12.

Anche se tu puoi chiamarmi dodici.

FINE!